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Fatti invece che miti
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Fatti invece che miti

Redakcja ReptiMarket · · 1462 visualizzazioni

Il benessere degli animali è uno dei concetti più usati nel mondo della terraristica. Ma sappiamo davvero cosa significa alla luce delle leggi vigenti e delle attuali conoscenze scientifiche? 🤔 Nel nostro ultimo articolo distinguiamo i fatti dai miti e ti mostriamo cos’è davvero il benessere – non attraverso il prisma delle emozioni o delle opinioni, ma delle normative, della scienza e delle esigenze biologiche di ogni specie. Ti invitiamo a leggerlo e a partecipare a una discussione approfondita.

Benessere degli animali: cosa dice davvero la legge? Fatti invece che miti

Il benessere degli animali è oggi uno dei concetti più ricorrenti nelle discussioni sull’allevamento di animali esotici. Si sente sempre più spesso sui social media, nelle pubblicazioni e nei commenti, ma altrettanto spesso viene interpretato in modo soggettivo – attraverso il prisma delle proprie convinzioni, emozioni o idee personali su come dovrebbero essere tenuti gli animali.

Vale quindi la pena porsi una domanda fondamentale:

Che cos’è in realtà il benessere degli animali alla luce della legislazione vigente e delle attuali conoscenze scientifiche?

È il nostro modo di percepire a determinare il benessere? O forse sono le norme vigenti? O magari i risultati delle ricerche scientifiche?

La risposta è più semplice di quanto possa sembrare.

## Il benessere è un concetto giuridico e scientifico

Il benessere degli animali non è un concetto soggettivo.

Non significa che un animale debba vivere in condizioni che l’uomo considera esteticamente gradevoli, comode o più vicine alla natura. Non può nemmeno essere valutato solo sulla base di una singola foto o di un video pubblicato su Internet.

Il benessere è un concetto che trova applicazione sia nel diritto che nelle scienze veterinarie e biologiche.

Per questo, ogni discussione seria dovrebbe basarsi su tre pilastri:

• la legislazione vigente,
• le conoscenze scientifiche attuali,
• la biologia della specie in questione.

Sono proprio questi elementi a costituire la base per valutare le condizioni di allevamento degli animali, non le convinzioni o le emozioni personali.

## Cosa dice la legge polacca?

Il principale atto legislativo che regola la tutela degli animali in Polonia è la legge del 21 agosto 1997 sulla tutela degli animali.

Già il primo articolo della legge stabilisce un principio fondamentale:

> «L’animale, in quanto essere vivente capace di provare sofferenza, non è una cosa. L’uomo gli deve rispetto, protezione e cura.»

È una delle norme più importanti di tutto il sistema di tutela degli animali in Polonia.

Allo stesso tempo, l’articolo 4 della legge definisce il concetto di trattamento umano degli animali, precisando che si tratta di un trattamento che tenga conto delle esigenze dell’animale e che gli garantisca cura e protezione.

Ancora più importante, però, è il concetto di «condizioni di vita adeguate», che il legislatore definisce come la garanzia all’animale della possibilità di vivere in modo conforme alle esigenze della sua specie, razza, sesso ed età.

### È proprio questa disposizione ad avere un’importanza fondamentale.

La legge non parla del tipo di terrario.

Non dice nulla sul materiale con cui dovrebbe essere realizzato.

Non dice nulla sul colore degli accessori.

Non indica un modo specifico di allevarli.

La legge sottolinea soprattutto la necessità di garantire condizioni adeguate alla biologia della specie in questione.

## «In base alle esigenze della specie in questione»

È una delle formulazioni più importanti di tutta la legge.

E allo stesso tempo una delle più spesso trascurate.

Il legislatore non ha usato per caso il termine generico «animale».

Ha usato l’espressione:

> «in base alle esigenze della specie in questione».

Perché?

Perché non esiste un unico modo universale per prendersi cura di tutti gli animali.

Un geco richiede condizioni diverse.

Il pitone ne richiede altre.

Il varano ne richiede di ancora diverse.

E la tartaruga ne ha di completamente diverse.

Ogni specie ha la propria biologia, i propri comportamenti e le proprie esigenze ambientali.

Sono proprio queste che dovrebbero essere il punto di riferimento per valutare il benessere.

Non le nostre idee.
Non le abitudini.
Non la moda.
Non l’estetica.
Solo le esigenze biologiche di quella specie.

## Cosa dice l’Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH)?

Una delle autorità mondiali più importanti in materia di salute e benessere degli animali è l’Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH).

La WOAH definisce il benessere come:

> «Lo stato fisico e psichico di un animale in relazione alle condizioni in cui vive e muore.»

Questa definizione è di enorme importanza.

Dimostra infatti che il benessere si valuta innanzitutto in base alle condizioni dell’animale stesso, e non valutando un singolo elemento dell’attrezzatura o delle modalità di allevamento.

La WOAH sottolinea inoltre che il benessere comprende, tra le altre cose:

• un’alimentazione adeguata,
• l’accesso all’acqua,
• un ambiente di vita adeguato,
• la possibilità di esprimere comportamenti tipici della specie,
• la protezione dal dolore, dalle malattie e dallo stress cronico.

Riappare quindi lo stesso denominatore comune: le esigenze di una specifica specie.

## Legge, ricerca scientifica e opinioni: non sono la stessa cosa

Nelle discussioni sul benessere spesso si confondono tre concetti completamente diversi.

### Diritto scritto

Si tratta di leggi e regolamenti in vigore sul territorio polacco.

Il loro rispetto è obbligatorio.

Sono proprio questi atti a costituire la base per l’operato dei tribunali, degli organi amministrativi e dell’Ispettorato Veterinario.

### Ricerca scientifica

Sono i risultati di lavori scientifici pubblicati su riviste sottoposte a revisione paritaria e gli studi redatti da esperti del settore.

Sono proprio queste ricerche ad ampliare le nostre conoscenze sulla biologia delle singole specie e spesso diventano la base per l’elaborazione di nuove norme o raccomandazioni.

### Opinioni

Ognuno ha diritto alle proprie opinioni.

Questo vale per allevatori, veterinari, biologi, organizzazioni sociali o semplici amanti degli animali.

Tuttavia, un’opinione – anche se ripetuta molto spesso – non diventa per questo una legge vincolante.

Allo stesso modo, una singola pubblicazione scientifica non modifica automaticamente le norme vigenti.

Per questo vale la pena iniziare ogni discussione pubblica con una semplice domanda:

Quella determinata affermazione deriva dalla legge vigente, da ricerche scientifiche o è solo l’opinione di qualcuno?

## È possibile allevare rettili in modo responsabile?

Questa domanda ricorre molto spesso.

Si possono allevare rettili in modo responsabile, garantendo loro un adeguato livello di benessere?

Secondo noi, la risposta è: sì.

Un allevamento responsabile non si basa su supposizioni o soluzioni casuali.

Si basa su:

• la conoscenza della biologia della specie,
• l’osservazione degli animali nel corso di molti anni,
• l’esperienza pratica,
• un’adeguata assistenza veterinaria,
• l’analisi delle ricerche scientifiche disponibili,
• il miglioramento continuo dei metodi di allevamento.

Il benessere dei rettili, in effetti, non è sempre facile da misurare.

Questo però non significa che non si possa valutare.

La scienza moderna usa tanti indicatori, come:

• lo stato di salute,
• la durata della vita,
• lo sviluppo corretto,
• il successo riproduttivo,
• il comportamento,
• gli indicatori fisiologici,
• le reazioni allo stress.

Sono proprio questi indicatori che ci permettono di capire sempre meglio le esigenze delle singole specie.

## Scienza e pratica non sono nemiche

A volte si sente dire che solo la teoria o solo la pratica permettono di valutare correttamente il benessere.

È una divisione sbagliata.

Da anni lo sviluppo di un allevamento responsabile si basa sulla collaborazione tra tanti settori.

Un ruolo fondamentale lo svolgono:

• i veterinari,
• i biologi,
• gli etologi,
• i ricercatori scientifici,
• gli allevatori esperti che da anni osservano lo sviluppo, la salute e il comportamento degli animali di cui si prendono cura.

I risultati migliori si ottengono combinando ricerche scientifiche affidabili con pratiche di allevamento responsabili.

## Il benessere è una responsabilità

Un allevatore responsabile non si chiede:

> «Come fanno gli altri?»

Dovrebbe chiedersi:

> «Quali sono i bisogni biologici della specie di cui mi occupo e come posso assicurarmi che vengano soddisfatti?»

È proprio questo approccio ad essere in linea sia con la legge polacca che con la concezione internazionale del benessere degli animali.

## Riepilogo

Il benessere degli animali non può essere definito dalle emozioni, dalle mode o da percezioni soggettive.

Dovrebbe essere valutato sulla base di:

✔ la legislazione vigente,
✔ ricerche scientifiche affidabili,
✔ la conoscenza della biologia di una specifica specie,
✔ una valutazione oggettiva dello stato di salute e del comportamento dell’animale.

Non è un caso che sia la legge polacca sulla protezione degli animali sia gli standard dell’OIE facciano riferimento ai bisogni biologici di una determinata specie.

Sono proprio queste il fondamento del benessere.

Non le nostre idee.

Non le emozioni.

Non le discussioni su Internet.

Ma la legge, la scienza e una cura responsabile dell’animale.

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Autore del testo

Redakcja ReptiMarket